Il 26 aprile il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm inerente la tanto attesa fase 2, con la quale vengono inaugurate le progressive riaperture instaurate dopo il lockdown dello scorso 11 marzo causato dall’emergenza Covid-19. Una vera boccata di ossigeno puro per tutti quei settori che si sono visti dal giorno alla notte chiudere le porte, che si sono dovuti fermare bloccando la produzione senza sapere quando sarebbe stato possibile ricominciare. Dal 4 maggio sarà dunque autorizzata la ripartenza con lo scopo di far tirare un sospiro di sollievo alla nostra economia, al fine di impedirne il tanto temuto collasso.

Saranno però obbligatorie alcune norme e provvedimenti che le aziende dovranno rispettare al fine di evitare una nuova diffusione del virus. Le direttive del governo prevedono dunque l’obbligo dei guanti e delle mascherine nei luoghi chiusi, il rispetto della distanza di almeno un metro tra persone e l’uso di pannelli protettivi tra le postazioni di lavoro. Sarà inoltre obbligatorio provvedere a sanificazioni giornaliere delle postazioni di lavoro e la misurazione quotidiana delle temperatura dei dipendenti. Una ripartenza a tutti gli effetti ma con l’assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio che tutti dovranno rispettare.

Altro punto fondamentale indicato dal premier Giuseppe Conte è la raccomandazione, ove possibile, di continuare e privilegiare lo svolgimento del lavoro in modalità Smart Working, la soluzione ottimale per evitare contatti non necessari che potrebbero portare contagi e quindi un’ulteriore diffusione del virus.

Lo Smart Working altro non è che la Digital Trasformation di cui abbiamo parlato anche la scorsa settimana; si tratta dunque di un passo verso l’innovazione tecnologica che tutte le aziende dovrebbero compiere, non solo per rispettare le norme indicate dal governo, anche e soprattutto per ottimizzare quei processi di business che porteranno in poco tempo ad un incremento della produzione dimezzandone i costi. Lo Smart Working sarà la modalità del lavoro per il presente e per il futuro, la Digital Trasformation è il primo passo da compiere. Noi ci siamo già incamminati lungo questo percorso che ci porterà verso l’innovazione, non restare indietro, unsciti a noi.

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